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La Chiesa dei Martiri Giapponesi

È presente una rampa di accesso in muratura a fianco dei gradini di ingresso.

Largo Italo Stelgher

La Chiesa dei Santi Martiri Giapponesi, costruita nel 1864 dai Padri Minori, è una vera rarità: è uno dei pochissimi esempi di chiesa europea affrescata da un pittore giapponese. L’artista, Lucas Ruyzo Hasegawa, morto a Roma nel 1967, ha realizzato tutte le pitture, da quelle che decorano gli altari laterali, al soffitto, all’abside, dove sono rappresentati i 26 francescani giapponesi martirizzati nel 1597 a Nagasaki. Proprio nell’abside, in basso a sinistra, potete scorgere un autoritratto del pittore che, a proposito di questi affreschi, disse: “Ogni pennellata è stata una preghiera”. Sulla volta dell’abside, inoltre, oltre a San Francesco Saverio, primo gesuita a portare il cristianesimo in Giappone, a Maria con il bambino, dai tratti orientali e abiti giapponese del ‘500, e a Santa Firmina, patrona di Civitavecchia, è raffigurato Hasekura Tsunenaga, il primo ambasciatore giapponese in Europa, giunto a Civitavecchia nel 1615 e particolarmente legato alla città che lo ha onorato della statua posta in viale Guglielmo Marconi, vicino Porta Livorno. Sul soffitto infine, campeggia la scritta in caratteri giapponesi che recita: “Santi martiri del Giappone”.

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